Dall'Antico Egitto l'uso degli anelli per giurarsi amore eterno - Nozze in Fiera 4-5-6 e 11-12-13 Ottobre 2019
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Dall’Antico Egitto l’uso degli anelli per giurarsi amore eterno

Dall’Antico Egitto l’uso degli anelli per giurarsi amore eterno

Lo scambio delle fedi nuziali è il momento più sacro di tutta la cerimonia di Nozze. Dove ha avuto origine questa tradizione e cosa rappresenta, però, ben pochi lo sanno. Come anche per altre tradizioni la storia delle fedi matrimoniali ha radici antichissima. Lo scambio degli anelli risale a 5000 anni fa, in piena epoca dei Faraoni. L’arte della gioielleria raggiunse, proprio nell’Antico Egitto, una straordinaria qualità. Monili sacri, religiosi e magici venivano sfornati dalle antiche gioiellerie e, tra questi, molti anelli. Non fu un caso che si impose poi come regalo tra gli sposi visto che il cerchio, per gli Egizi, rappresentava la figura perfetta, senza inizio e senza fine, per rappresentare l’amore che non ha termine.

Da allora lo scambio degli anelli è diventato una prassi sostanzialmente immutata nello spirito, assimilata prima dai Macedoni al seguito di Alessandro Magno e poi dai Romani che sottomisero l’Egitto ai tempi di Cleopatra. Dall’altro lato del mondo, nella Cina delle civiltà fluviali, si diffuse una simile tradizione. L’anello veniva utilizzato nelle cerimonie di matrimonio e inserito all’anulare per una ragione. Secondo i cinesi, infatti, ogni dito aveva un significato e creava un legame: il pollice con i genitori, l’indice con i fratelli, il medio rappresentava sé stessi, l’anulare la coppia e l’indice i figli. L’idea complessiva è quella del percorso umano, dai genitori ai figli, impresso su mano!

L’anello fa la sua comparsa anche a Roma. Qui si donava l’anello con il sigillo alla sposa con annessa responsabilità della cura e della custodia dell’abitazione familiare. Spesso e volentieri l’anello nuziale veniva usato dalla donna per sigillare mobili e cassetti anche se, proprio in epoca romana, la tradizione si perfezionò. Dai tempi dell’Impero, infatti, si usa inserire l’anello al dito ‘anulare’ per via della vena che lo unisce al cuore, stesso dito, dunque, ma motivazione differente da quella fatta in Cina. Gli anelli romani erano elaborati e molto decorati e tali rimasero fino all’ascesa dell’unica religione.

Con l’avvento del cristianesimo le cose sono cambiate. Inizialmente messi al bando perché considerati eredità dei riti pagani orientali nel rinascimento vissero una vera e propria riscoperta come mezzi per trasmettere sentimenti e amore anche se in maniera meno elaborata e vistosa. All’inizio infatti, sugli anelli scabiati all’interno delle coppie, si incidevano versi di poemi d’amore nella parte esterna. I gioiellieri migliorarono sempre più la tecnica fino a riuscire ad eseguirla nella parte interna dando alla fede l’aspetto attuale che rivediamo in ogni cerimonia!