Niente nozze: la singolare protesta delle donne coreane contro il governo - Nozze in Fiera 4-5-6 e 11-12-13 Ottobre 2019
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Niente nozze: la singolare protesta delle donne coreane contro il governo

Niente nozze: la singolare protesta delle donne coreane contro il governo

Dalla prospettiva del governo sudcoreano, è come se piovesse sul bagnato. Il Paese, che sta affrontando un crollo della natalità (con tutte conseguenze sull’economia), si trova adesso a fronteggiare anche un piccolo esercito di donne che sin rifiutano di essere mogli e mamme. Le mi-hon, come le chiamano a Seul e dintorni, sono capitanate dalle youtuber Baeck Ha-na, che sul suo canale ‘Solo-darity’ rivendica la libertà di rimanere da sola e tutti i suoi benefici, come ad esempio la possibilità di concentrarsi sulla carriera. «La società vorrebbe che mi sentissi una fallita perché a più di 30 anni non sono né moglie né madre. Ma ho più ambizioni per il futuro, non voglio appartenere a qualcuno», ha detto a Bloomberg, spiegando cosa c’è dietro questo #NoMarriageMovement.

Contro il Governo

Baeck Ha-na, così come tante sue connazionali femministe, è inviperita a causa delle politiche messe in atto dal governo allo scopo di far sposare (e procreare) i sudcoreani, ritenute «offensive e frustranti» perché aggirano il nocciolo della questione: la mancanza di tutele per le donne lavoratrici che scelgono di avere figli, e di incentivi alla maternità. In compenso, a Sejong (la nuova capitale amministrativa coreana) il governo organizza ‘attività ricreative’ per i dipendenti pubblici, con lo scopo di ‘accoppiarli’, e lo stesso succede a Gangnam. Nelle zone rurali, il governo ha istituito degli speciali ‘uffici di collocamento’ per ragazze single, che sono tenute a fornire i loro dati, soprattutto quelli fisici come altezza, peso, etc. «Forzare una donna al matrimonio e alla maternità rappresentano una percezione profondamente radicata della donna nella nostra società come un oggetto, non come un individuo», ha dichiarato Baeck Ha-na, che fa parte del network ‘Elite without Marriage, I am going Forward’. «Il governo già ci tratta come cittadini di seconda classe, non voglio anche essere usata solo come strumento per fare figli», ha aggiunto Jung Se-young, che insieme a lei gestisce il canale YouTube.

Il calo demografico

Per quanto riguarda il tasso di natalità, la Corea del Sud (dove l’aborto non è più vietato da poco) è all’ultimo posto tra i Paesi OCSE nella regione Asia-Pacifico, con sette bambini su mille persone: a livello mondiale un simile risultato (negativo) è raggiunto solo da Puerto Rico. Con più morti che nati nel 2019, la Corea del Sud si appresta a invecchiare (gli anziani non sono particolarmente amati) e ad affrontare un calo demografico. Ma ci sono già state delle conseguenze: a Seul ad esempio sono tante le scuole sono a rischio chiusura per carenza di studenti, e non va meglio a Busan, dove il numero di iscritti alle elementari è diminuito del 26% dal 2010, passando da 199.407 a 147.340 studenti. Alle medie c’è stato addirittura un -43%, mentre alle superiori un -40%. Ma c’è anche la minaccia incombente del calo della forza lavoro: nel prossimo decennio il numero di persone nella fascia di età produttiva dovrebbe diminuire di 2,5 milioni, mentre la popolazione anziana aumenterà di 4,5 milioni. I coreani fanno meno figli anche perché si sposano meno: a conferma, la chiusura del 20% di tutte le sale nella capitale. D’altra parte, che siano mi-hon oppure no, sono sempre di più le donne sudcoreane che ritengono non sia ‘doveroso’ sposarsi: ormai lo pensa solo il 48% di loro, a fronte del 65% del 2010.